Zoologia

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I giorni della civetta

Qualche tempo fa stavo rincasando verso sera, in quel preciso momento della giornata, subito dopo il tramonto, in cui tutte le cose (alberi, case, montagne...) perdono il loro aspetto tridimensionale e si trasformano in profili neri su uno sfondo azzurro intenso. Proprio in quel momento, alle mie spalle, ho intuito una forma che da un palo dell'alta tensione scendeva quasi fino a terra per poi spostarsi lateralmente e risalire sul comignolo di una casa vicina. Ho alzato lo sguardo e ho subito capito chi era quella misteriosa presenza: una civetta.
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La scimmia curiosa e altri animali

Questa settimana è uscita in Italia la traduzione di un volume di ricordi di Desmond Morris, uno dei più grandi zoologi e divulgatori scientifici di sempre. Non esattamente un’autobiografia, ma quanto di più simile ad essa forse poteva produrre un personaggio multiforme e anomalo come Morris.
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Piccante.....ma non per tutti!

Il peperoncino per non essere mangiato ha evoluto un sistema deterrente che tutti conosciamo: la piccantezza! La sensazione di bruciore che proviamo quando mangiamo questo frutto è data da alcuni composti chimici (alcaloidi), tra cui il più importante è la capsaicina. Non tutti gli animali però reagiscono allo stesso modo a tale composto. Gli uccelli, ad esempio, ne sono immuni poiché non possiedono i recettori su cui agisce questo alcaloide. Questo fa supporre che la capsaicina si sia evoluta proprio per evitare che i peperoncini venissero mangiati dai mammiferi, il cui sistema digestivo danneggerebbe i semi che non sarebbero più in grado di germogliare, mentre tali semi passerebbero inalterati nel tratto digestivo degli uccelli.
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Gracidare come un toro

La rana toro nordamericana (Rana catesbeiana) deve il suo nome al canto simile a quello di un bovino. Lo emette durante la stagione riproduttiva ed è particolarmente potente. Ha la funzione di attirare femmine e riunire i maschi che si affrontano, con scontri e minacce, in un vero e proprio “rodeo” di rane.
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L'inganno del Margay

Recenti studi hanno evidenziato la capacità del Margay (Leopardus weidii), di imitare i suoni delle proprie prede per attirarle e cacciarle con più facilità. Questo piccolo felino diffuso in Centro e Sud America, produce dei suoni simili ai vocalizzi emessi dai tamarini, delle piccole scimmie che vivono in gruppi sociali sugli alberi della foresta. In particolare il Margay riproduce il richiamo prodotto dagli individui giovani di tamarino, per attirare l’attenzione degli adulti che si avvicinano incauti ed ignari al loro predatore.