Etologia

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Insoliti impollinatori

L'impollinazione non è territorio esclusivo di api e farfalle, sono diversi gli animali coinvolti nel trasferimento di polline da una pianta all'altra: gechi, lucertole, uccelli, pipistrelli e altri piccoli mammiferi. Anche alcuni lemuri hanno un ruolo attivo nell'impollinazione di talune grandi piante del Madagascar. La famosa palma del viaggiatore (Ravenala madagascariensis), ad esempio, presenta alcuni adattamenti che suggeriscono che si possa essere evoluta specificatamente per essere impollinata da grandi mammiferi: i suoi fiori sono protetti da strutture simili a foglie (brattee) molto resistenti che solo animali come i lemuri sono in grado di aprire e la quantità di nettare prodotta è sufficiente per soddisfare un animale di grandi dimensioni.
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Il tambureggiamento del picchio

Il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) utilizza rami e tronchi di albero come strumento acustico. Con il becco colpisce ripetutamente il legno producendo un caratteristico suono che può essere udito dagli altri individui della propria specie anche a notevole distanza. Questo segnale sonoro viene utilizzato con il duplice scopo di attrarre le femmine e tenere lontani gli altri maschi.
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Il pesce cecchino

I pesci arciere (Toxotes jaculator), diffusi nelle acqua dolci e salmastre del Sud est asiatico, devono il loro nome alla singolare capacità di produrre un forte getto d'acqua con la bocca. In questo modo riescono a colpire gli insetti che si trovano su foglie o rami vicini alla superficie dell'acqua. Le piccole prede, colpite anche da un metro di distanza, cadono e vengono prontamente divorate.
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Il terzo occhio

Anticamente molti pesci, anfibi, rettili e probabilmente anche alcuni mammiferi possedevano un terzo occhio posto in mezzo al cranio che permetteva all’animale di “guardare” verso l’alto senza dover alzare la testa. La maggior parte dei vertebrati, con l’evoluzione, ha perso questo organo che oggi si può osservare solamente su alcune specie di rettili come il tuatara (Sphenodon punctatus). La sua attuale funzione è poco chiara, ma sembra abbia un ruolo importante nella regolazione dell’organismo in funzione del ritmo circadiano.
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Il terzo dito dell' ayè – ayè

L'ayè – ayè (Daubentonia madagascariensis - Madagascar) è un piccolo lemure notturno dall'aspetto veramente bizzarro. Caratteristica peculiare di questi animali è il dito medio della mano che si presenta lungo e filiforme e viene utilizzato per bere, estrarre la polpa dai frutti e gli insetti dalla corteccia degli alberi o da piccoli fori. Non è ancora chiaro quale sistema utilizzino per trovare gli insetti nel legno (qualcuno sostiene che picchiettino la corteccia alla ricerca di suoni sordi che rivelino la presenza di larve al di sotto dello strato legnoso) ma, non appena ne individuano uno, incidono il ramo con i denti ed utilizzano il terzo dito come una sorta di amo per estrarre la preda.