Etologia

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Il bluff del corno di rinoceronte

Il corno di rinoceronte, fortemente ambito in alcuni paesi asiatici dove viene utilizzato nella medicina tradizionale, altro non è che......un ammasso di peli. La falsa credenza che possa servire per curare svariate malattie, come l'impotenza e il cancro, ha portato questo possente animale sull'orlo dell'estinzione. Dall'analisi chimica emerge che il corno è costituito da calcio, melanina ma, soprattutto, cheratina, che non è altro che la proteina di cui sono fatti i peli e le unghie. Quindi, ingerire corno di rinoceronte è più o meno come mangiarsi le unghie o un ciuffo di capelli.
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Piccolo prontuario di non-soccorso

Se, come me, soffrite di un irrefrenabile istinto che vi porta a voler soccorrere ogni singolo animale che sembra in difficoltà, vorrei darvi dei piccoli consigli, che io stessa avrei voluto ricevere qualche decina di anni fa e che mi avrebbero permesso di scongiurare svariati piccoli drammi domestici.
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Uccello al mandarino

L’alca crestata (Aethia cristatella) dell’Alaska ha delle piume profumate sul collo che emanano un odore simile a quello degli agrumi. Durante la stagione degli amori, maschi e femmine si annusano reciprocamente, probabilmente perchè questo profumo rivela le qualità dell’eventuale partner: più l'uccello è profumato più è sano. Questo modo di comunicazione tramite odori è molto insolito negli uccelli poiché, possedendo un pessimo olfatto, solitamente trasmettono informazioni con suoni e segnali visivi.
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Costole perforanti

Il tritone iberico (Pleurodeles walti) è un anfibio famoso per le numerose missioni spaziali e gli studi sull’effetto della gravità alle quali ha partecipato. È anche noto per il suo insolito comportamento difensivo: se afferrato, fa fuoriuscire dai lati del corpo le costole appuntite che, grazie anche alle sostanze velenose prodotte dalla pelle, diventano efficaci armi da difesa.
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Occhio che ti guardo

I camaleonti sono dotati di occhi molto particolari, in grado di muoversi indipendentemente l’uno dall’altro, riuscendo così a osservare due cose diverse nello stesso momento. In realtà sembra che il loro cervello non sia in grado di “guardare” con tutti e due gli occhi contemporaneamente, bensì alterna continuamente la visione facendo funzionare un occhio alla volta, per la durata di circa un secondo