Etologia

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Il mimetismo aggressivo

I predatori hanno tutto l'interesse a non farsi vedere dalle potenziali prede, per poterle avvicinare il più possibile prima di sferrare l'attacco. Il caimano nero sudamericano (Melanosuchus niger), ad esempio, rimane immobile a galla, come un tronco alla deriva, in attesa di ignare prede da aggredire.
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Una bella storia di contrabbando

Mi ha sempre colpito il fatto che il commercio illegale di animali (o di parti di animali) sia uno tra i più cospiqui economicamente a livello mondiale, secondo solamente a quello di stupefacenti e armi. Nell’Unione Europea il commercio di specie di flora e fauna protetta e dei loro prodotti derivati raggiunge i 100 miliardi di euro all’anno e nella sola Italia il traffico illegale è stimato in due miliardi di euro, ma è in continua crescita, come in tutto il resto del mondo.
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Fecondazione con l'inganno

I ciclidi sono una famiglia di pesci africani d'acqua dolce in cui alcuni maschi utilizzano una singolare strategia per riuscire a fecondare le uova. Le femmine, per proteggere la loro progenie, sono solite conservare le uova in bocca fino alla loro schiusa e, talvolta, le raccolgono ancora prima che il maschio abbia avuto il tempo di fecondarle. Per ovviare a tale problema i maschi hanno sviluppato sulla pinna anale delle piccole macchie di colore e dimensioni simili alle uova. Quando le femmine si avvicinano per raccogliere queste finte uova i maschi emettono gli spermatozoi che possono così raggiungere le vere uova e fecondarle.
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Il mistero delle strisce

Il mantello delle zebre da sempre ha lasciato perplessi gli scienziati, Darwin compreso. Se osserviamo una zebra non vediamo che un bizzarro cavallo a strisce bianche e nere e non riusciamo ad immaginare a cosa possano servire. Sono state formulate diverse teorie per spiegare come mai si sia evoluta questa particolare colorazione, ma nessuna ipotesi si è rivelata del tutto soddisfacente. Una delle teorie più accreditate è che le strisce servono a tenere lontani parassiti come tafani e mosche tse-tse, anche se non è ancora del tutto chiaro il perché gli insetti evitano le strisce bianche e nere.
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Mio fratello, il selvaggio

Qualche giorno fa, mentre chiacchieravo con mia sorella, lei mi ha fatto una domanda: “Ma il gatto selvatico, esiste?”. A pensarci bene non credo che la consapevolezza della realtà di questo animale sia così diffusa. Molte volte penso che possa sovrapporsi all’immagine di un gatto “randagio” o “ferino”. Eppure questo enigmatico animale è reale, anche se ben pochi possono dire di averlo visto.