Animali in pillole

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Deserti verdi

Molte specie di farfalle sono vulnerabili e risentono dei cambiamenti climatici o di alterazioni chimiche dovute alle nostre attività, in particolare l’agricoltura. Ogni farfalla è legata a poche specie di piante selvatiche su cui si sviluppa, la cui scomparsa porta all’inevitabile estinzione. Un campo coltivato, anche se verde e fiorito, rappresenta un vero e proprio deserto biologico su cui farfalle e altri insetti non possono sopravvivere.
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Fiori che cambiano colore

Alcuni fiori sono in grado di cambiare colore per attirare differenti categorie di impollinatori. La Quisqualis indica, ad esempio, è una pianta asiatica che produce fiori bianchi molto profumati, adattati ad attirare falene. Le farfalle notturne, non potendo contare sulla colorazione per individuare i fiori, li localizzano soprattutto tramite l’intenso profumo che emanano. Dopo la prima notte, i fiori diventano rossi e meno profumati, per attirare gli impollinatori diurni, in particolare le farfalle.
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Rettili, isole e impollinazioni

Recentemente si è scoperto che gechi e lucertole possono fungere da impollinatori. È un fenomeno che si osserva solo nelle isole, dove questi rettili sono molto numerosi a causa della mancanza di grandi predatori. Questo “sovraffollamento” li ha portati a cercare fonti di cibo alternative, come nettare e polline, perché gli insetti di cui in origine si nutrivano non sono sufficienti.
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Frutta dai tronchi

Alcune piante sviluppano fiori e frutti dal tronco. Non sempre è chiara la funzione di tale fenomeno, detto caulifloria. Spesso gli impollinatori e dispersori di semi di queste specie sono i pipistrelli che sul tronco trovano un migliore appiglio dal quale accedere a fiori e frutti. Un altro vantaggio è la possibilità di produrre frutti molto pesanti che non potrebbero essere sostenuti dai rami, come nel caso del jackfruit (Artocarpus heterophyllus) che può raggiungere i quaranta chili di peso.
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L'inganno del Margay

Recenti studi hanno evidenziato la capacità del Margay (Leopardus weidii), di imitare i suoni delle proprie prede per attirarle e cacciarle con più facilità. Questo piccolo felino diffuso in Centro e Sud America, produce dei suoni simili ai vocalizzi emessi dai tamarini, delle piccole scimmie che vivono in gruppi sociali sugli alberi della foresta. In particolare il Margay riproduce il richiamo prodotto dagli individui giovani di tamarino, per attirare l’attenzione degli adulti che si avvicinano incauti ed ignari al loro predatore.