Storie

Se il freddo invernale mi porta a volermi imbozzolare sul divano non appena tramonta il sole, le notti d'estate invece mi hanno sempre attratto. Non per la movida nei locali, ma piuttosto perché tutto nel mondo naturale sembra prendere una nuova vita. Come in un'estiva fiaba, dove i giocattoli allo scoccare della mezzanotte iniziano a danzare e a cantare, anche il palcoscenico del nostro giardino si anima di attori inaspettati, non appena si alza il sipario sul cielo stellato.

Frutta dai tronchi

Alcune piante sviluppano fiori e frutti dal tronco. Non sempre è chiara la funzione di tale fenomeno, detto caulifloria. Spesso gli impollinatori e dispersori di semi di queste specie sono i pipistrelli che sul tronco trovano un migliore appiglio dal quale accedere a fiori e frutti. Un altro vantaggio è la possibilità di produrre frutti molto pesanti che non potrebbero essere sostenuti dai rami, come nel caso del jackfruit (Artocarpus heterophyllus) che può raggiungere i quaranta chili di peso.

L'inganno del Margay

Recenti studi hanno evidenziato la capacità del Margay (Leopardus weidii), di imitare i suoni delle proprie prede per attirarle e cacciarle con più facilità. Questo piccolo felino diffuso in Centro e Sud America, produce dei suoni simili ai vocalizzi emessi dai tamarini, delle piccole scimmie che vivono in gruppi sociali sugli alberi della foresta. In particolare il Margay riproduce il richiamo prodotto dagli individui giovani di tamarino, per attirare l’attenzione degli adulti che si avvicinano incauti ed ignari al loro predatore.

Pescare all'ombra

L'airone nero africano (Egretta ardesiaca), ha sviluppato un’eccezionale strategia di caccia per catturare piccoli pesci di cui si nutre. Per riuscire a vedere le sue prede dispone le ali in modo tale da creare un cono d'ombra sotto di sé ed eliminare in questo modo il riflesso del sole. Sembra inoltre che con questa tecnica l'airone riesca ad attirare i pesci che solitamente riconoscono le zone d'ombra come posti sicuri in cui rifugiarsi.

Anche le formiche nel loro piccolo........incollano!

Le formiche tessitrici (Oecophylla sp.) costruiscono il loro nido utilizzando delle foglie che vengono incollate tra di loro. Il lavoro di costruzione è ben organizzato: mentre alcune formiche si occupano di avvicinare i lembi di due foglie, altre si muovono lungo la linea di giunzione per incollare tra loro le due parti. Come materiale incollante utilizzano la seta appiccicosa prodotta dalle loro larve che vengono spremute come una sorta di tubetto di colla.

Scimmie da urlo

Le scimmie urlatrici del Centro e Sud America delimitano e difendono il loro territorio “urlando a squarciagola”. Grazie alla particolare conformazione della laringe che funziona come cassa di risonanza, sono in grado di produrre suoni potentissimi, simili a dei ruggiti, udibili a diversi chilometri di distanza. Le urla vengono quindi utilizzate come sorta di “barriera sonora” per definire i limiti del loro territorio ed evitare così eventuali scontri diretti con gli avversari

La leggenda dei camosci del monte Coglians

Tra le tante attrazioni turistiche che il Friuli Venezia Giulia può annoverare non posso non menzionare il paesaggio montano della Carnia. All'estremità nord occidentale della regione si ergono le alte cime delle Alpi Carniche, prima tra tutte il Coglians che, con i suoi 2780 metri è il monte più alto del Friuli. Quello di cui vorrei scrivere oggi però non è né la sua evoluzione geologica né l'incredibile ricchezza di specie presenti in quest'area, ma una curiosa leggenda legata ai camosci che qui vivono.