Spu(n)ti di maggio

autore Manuela Rossi
data 12 Maggio 2017

Tempo permettendo, maggio è il mese delle prime passeggiata all'aria aperta. Il mondo che ci si apre davanti agli occhi sembra traboccare di energia, tutto sta per cominciare, ovunque ci si volti si colgono spunti per interessanti osservazioni naturalistiche.

La comunità ornitica è quasi al completo, gli ultimi migratori si affrettano a rientrare dai loro quartieri invernali ed entro la fine del mese anche i rondoni più ritardatari avranno raggiunto i nostri cieli. Gli alberi verdi di foglie in questi giorni hanno temporaneamente abbandonato i loro abiti usuali per coprirsi di bianchissimi fiori – parlo della robinia e del sambuco, che insieme al biancospino inondano di profumo le nostre campagne. In maggio sbocciano anche orchidee, come la Cephalanthera con la sua candida infiorescenza e, nella penombra del bosco, la Dactylorhiza maculata, riconoscibile dai fiori raccolti a spiga sui toni del viola e dalle caratteristiche foglie con evidenti macchie scure.

Vi immagino così, a godervi una spensierata camminata … sfiorando con la punta delle dita l'erba fragrante dei prati di primavera, immersi in un idillio degno di uno spot da biscotti integrali … ma ecco, tutto a tratto, la nota stonata … Una sensazione umidiccia sulle braccia e sulle gambe scoperte per la prima volta al sole … Orrore! Vi rendete conto di essere ricoperti di sputi, ovunque intorno a voi masse schiumose adornano gli steli delle piante, siete consci che da quel prato non uscirete senza essere investiti da ulteriore bava.

Superato il disgusto iniziale, è tempo di svelare il mistero.

Siete stati sommersi da “sputo di cuculo”, è così che viene chiamato in molte parti d'Italia, ma con l'uccello in questione la sostanza ha poco a che fare. In realtà il responsabile è la larva di un insetto: la sputacchina (il nome raggruppa diverse specie, la più comune è Philaenus spumarius). La sputacchina, è un insetto appartenente al sottordine degli omotteri, strettamente imparentato con le cicale.

Le giovani sputacchine producono in primavera questa schiuma bianca (che si incontra facilmente su alcune piante come la salvia dei prati) facendo passare forzatamente attraverso la parte terminale dell'addome gli scarti liquidi indigesti, derivanti dalla linfa della pianta su cui si stanno nutrendo. Questi “escrementi montati a neve” producendo bolle alquanto stabili che riescono a resistere anche a deboli piogge. La schiuma svolge un'importante funzione di protezione, nascondendo l'insetto allo stadio larvale dalla vista dei predatori e allo stesso tempo proteggendolo dalla disidratazione. Anche in situazioni di forte insolazione infatti, la massa schiumosa mantiene l'umidità relativa sufficientemente alta e i livelli di temperatura tollerabili per l'animale.

Quindi tranquilli, continuate la vostra immersione nel verde primaverile, nessuno ha sputato prima del vostro passaggio (tuttavia non sono del tutto certa che vi sentiate rassicurati, dal fatto di trovarvi invece a contatto con escrementi modificati di un insetto …).

Da adulta, la sputacchina ricorda vagamente un piccolo coleottero, ma le ali sono disposte a spiovente, come nelle cicale … direi che, con buona approssimazione, ha la forma di un gianduiotto con occhi molto grandi. Vi sarà sicuramente capitato di incontrarne qualcuna e vi avrà di certo stupito per i balzi portentosi di cui è capace.

È un eccezionale saltatore, che quanto a prestazioni supera la già leggendaria pulce. Le sue zampe posteriori non sono comunque eccessivamente lunghe, come ci si potrebbe aspettare: uno studio pubblicato su Nature nel 2003 ha dimostrato che il meccanismo alla base di questi salti è del tutto simile a quello della catapulta; gli arti inferiori sono dotati di veri e propri sistemi dentellati che funzionano come ingranaggi in grado di caricarsi e poi liberare l'energia in una spinta poderosa. Nonostante sia lunga appena sei millimetri, è in grado di saltare fino a 70 centimetri d'altezza; per rendere meglio l’idea, è come se un umano in un unico balzo raggiungesse la cima di un grattacielo di 200 metri.

Mi fa piacere lasciarvi con questo ricordo un po' più “onorevole”, di questo curioso animaletto, ma al prossimo “sputo di cuculo” che incontreremo ricordiamoci che quella massa schiumosa per la sputacchina è stata, senza ombra di dubbio, una scelta vincente nella sua corsa evolutiva!

Dimenticavo, abbiamo parlato di falsi sputi di cuculo, ma a onor del vero, dobbiamo confermare l'esistenza anche dei veri “sputi” di questo uccello. L'adulto è uno dei pochi animali in grado di nutrirsi di bruchi di processionaria (rivestiti da setole altamente irritanti delle quali però il nostro amico pennuto non sembra curarsi). In realtà questi peli si accumulano nello stomaco e periodicamente l'animale se ne libera emettendo un rigurgito (una borra) che li contiene assieme ad altre parti dure di invertebrati!