Felici per un giorno
Earth Day 2016

autore Stefano Dal Secco
data 20 Aprile 2016
discipline Intersezioni

Il trattato di Parigi sui cambiamenti climatici è stato approvato il 12 dicembre 2015. Il 22 aprile, alle Nazioni Unite, verranno poste le prime firme su quel pezzo di carta. Il 22 aprile è la Giornata della Terra (Earth Day) e se dovete ricordare una sola data del calendario, oltre al vostro compleanno e quello di vostra madre, ricordatevi questa.

Il cinismo è tossico

Una breve premessa, perché spesso anche a noi capita di chiederci, quando torniamo a casa stanchi alla fine di una giornata pesante (e quindi immagino ve lo chiediate anche voi) perché stiamo facendo tutto questo? ha davvero un senso? e soprattutto, è di qualunque utilità?

È più facile essere cinici, e accettare che il cambiamento non è possibile per cui non c’è alcuna speranza per la politica; e credere che la nostra voce e le nostre azioni non serviranno a nulla. Ma mollare adesso significa rinunciare a un futuro migliore. Quelli che hanno il denaro (e il potere) avranno sempre di più il controllo sulle decisioni che potranno portare tanti giovani soldati in guerra, che potrannno condurre a nuovi disastri economici o che potranno farci perdere l’uguaglianza dei diritti o lo stesso diritto di voto, quei diritti per i quali tante generazioni di americani hanno combattuto e sono morti. Mano a mano che monta la frustrazione, si faranno sentire sempre più forti le voci di quelli che vogliono farci tornare alle tribù, e trasformare in capro espiatorio ogni concittadino che non ha il nostro stesso aspetto o che non prega come noi o che non vota come noi o che non condivide le nostre stesse tradizioni. (Barack Obama, 12 gennaio 2016, Discorso sullo Stato dell’Unione)

Sceglierne solo uno

Qualche tempo fa prendevo in giro l’abitudine, ormai piuttosto ridicola, di istituire la “Giornata-di” qualunque cosa, dal latte-di-capra ai diritti-del-consumatore. Se  dovessimo far piazza pulita di tutte le giornate internazionali dello yoga, del pi-greco, del caffè, del lavarsi-le-mani, delle unità-di-misura, delle maglie-fatte-a-ferri, della felicità e dei passeri … e salvarne solo una, beh, propongo di votare per l’Earth Day: dal 1970 il 22 aprile è il giorno in cui praticamente in tutti i paesi del mondo, miliardi di persone si ricordano che abitano su questo pianeta, e questo pianeta non sta tanto bene di salute.

E allora? che posso fare il 22 aprile? Ognuno faccia ciò che vuole: ci sono decine e decine di inziative, fuori di casa, in quasi tutte le città (www.earthdayitalia.org); ma se non avete voglia di uscire e siete stanchi, andate su internet (www.earthday.org o qualunque altra cosa preferiate), metteteci una firma o mandate qualche euro. Ma soprattutto e prima di ogni altra cosa, leggete, guardate, informatevi: leggete e ascoltate opinioni differenti (se riuscite, ascoltate gente che ha idee diverse dalle vostre).

Sì, sta funzionando!

Mi chiedevo all’inizio: “ha davvero un senso? e soprattutto, è di qualunque utilità?”. La risposta che vogliamo dare (soprattutto il 22 aprile del 2016) è chiaramente, decisamente, senza troppi ripensamenti: “Sì, è utile! Sì, sta funzionando!”

Lo scorso anno a Parigi 200 nazioni (tutte quelle che esistono oggi) hanno discusso ed accettato di firmare un pezzo di carta in cui si impegnano a ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Il 22 aprile (Earth Day 2016) lo firmeranno anche gli Stati Uniti e la Cina, che da sempre (Kyoto, ricordate?) sono stati tra i più fermi oppositori delle proposte delle Nazioni Unite per intervenire sulla riduzione dei gas serra.

In tanti si sono lamentati che il trattato non era quello che si sperava, che è un successo molto più che zoppo, che molti paesi sono comunque ancora reticenti nei loro impegni verso la riduzione delle emissioni e nella riconversione dai combustibili fossili ai rinnovabili. Tuttavia oggi abbiamo una cosa che un anno fa non avevamo, e soprattutto ci siamo messi in marcia. Bill McKibben (www.350.org) all’indomani del trattato di Parigi ha detto “Questo trattato non ha salvato il pianeta, ma potrebbe aver salvato la possibilità di salvare il pianeta”.

Lo so, lo diciamo tutte le volte, il mondo oggi è tremendamente più complicato di quel che era una generazione fa, ma oggi, Earth Day 2016, possiamo (che ne dite?) permetterci per un giorno di dimenticarcelo e dopo il lavoro fermarci un minuto sulla strada di casa, appoggiare la schiena a un albero e guardare le prime foglie che forse (forse) spunteranno di nuovo, in primavera, anche quando i nostri figli avranno dei figli.

(Poi domani, riprendiamo a lottare, pensare, leggere, partecipare, perché non siamo nemmeno all’inizio della strada, stiamo appena preparando la valigia, per il lungo viaggio verso il salvataggio del pianeta - ma per lo meno, a differenza di ieri, tutti quanti si sono impegnati a farlo, questo viaggio).